
Nel tempo di Avvento il profumo di Natale lo si avvertiva alla grande. Un profumo che proveniva dal muschio essiccato destinato a riprodurre i prati ed i boschi dei presepi. Nella cartoleria delle sorelle Bocchialini in via Nazario Sauro non era solo presepe.
Ben esposte sul bancone ligneo facevano bella mostra le “letterine di Natale” scintillanti di lustrini e rese magiche da quel cordoncino rosa o azzurro che, una volta tirato, grazie ad un soffietto di carta colorata scopriva l’immagine della Natività, la capanna, un paesaggio innevato, i Magi guidati dalla cometa e i pastori. Erano letterine solitamente bianche, ma alcune avevano anche un colore giallognolo con tanto di righe affinché i bambini non scrivessero di sghimbescio.
Ma c’erano pure letterine con disegni artistici che occupavano tutta la facciata con l’immagine della Sacra Famiglia all’interno della capanna sovrastata dall’angelo e dalla cometa mentre i lustrini, copiosamente distribuiti qua e la, sortivano l’effetto neve. Per agghindare l’albero la cartoleria di via Sauro offriva il meglio.
Dentro scatolette quadrate erano sistemate palline di vetro colorate, panciuti Babbo Natale, nausti Pinocchi, eteree fatine, impertinenti gnomi, funghi, uccelli esotici con tanto di piumaggio variopinto, bamboline e fili argentati.
Tratto da “Strolghe” di Lorenzo Sartorio (1990)