Io Parlo Parmigiano

La Parmigiana

"Esteriore evidenza" in effetti ci fu molto di più nel film che Antonio Pietrangeli venne a girare a Parma nel 1962: derivava da un romanzo della parmigiana Bruna Piatti, libro del quale furono conservati il titolo e qualche linea essenziale, anche se la sceneggiatura fu affidata a personaggi quali Scola e Maccari già ben collaudati, come del resto lo stesso Pietrangeli, nel genere "commedia all'italiana" che stava raccogliendo in quei primi anni Sessanta i suoi frutti migliori. 𝘓𝘢 𝘗𝘢𝘳𝘮𝘪𝘨𝘪𝘢𝘯𝘢 intendeva essere un film sulla provincia, oltre che su un personaggio femminile centralissimo nella vicenda.Incomincia con l'arrivo di un treno in stazione e il cartello della…

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Semplicemente Mauro

Tanti sono stati i protagonisti di questa storia lunga mezzo secolo, e ognuno ha avuto la sua parte di importanza, grande o piccola che fosse. Ma nella squadra che unisce tutta la radiofonia parmigiana svetta un fuoriclasse, che, come tale, emergeva fin dagli inizi (ovvero all'epoca di questa foto di Giovanni Ferraguti) e che ha poi avuto un grande successo televisivo e nazionale nei panni di Platinette. Ma per chi ha avuto la fortuna di lavorarci insieme, Mauro Coruzzi è innanzitutto Mauro: ovvero una persona di grande intelligenza e professionalità, ma soprattutto di profondi valori umani.Un ricordo su tutti. Quando il 9 Novembre 1983, Parma…

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San Biagio ha la neve sotto il naso

Il 3 Febbraio la chiesa e le tradizioni popolari festeggiano San Biagio, riconosciuto il santo protettore della gola. Era infatti tradizione che la gente si facesse benedire la gola durante la messa dal sacerdote che imponeva sulla gola dei fedeli due candeline incrociate tenute assieme da un nastro rosso. I nostri nonni si facevano "sgnär la góla" nelle loro chiese, mentre gran festa veniva fatta a Mamiano, Mossale, Talignano, Coloreto di San Lazzaro, Torrile e Sesta di Corniglio. Siamo ancora in pieno inverno ed è per questo motivo che San Biagio era considerato l'ultimo temibile "mercante da neve", da qui l'antico proverbio tratto dalla raccolta…

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Parma e l’Aida

La sua città, dicono i parmigiani. Ma sappiamo che lo fu a metà, per colpa di quelle ferite, alle origini della carriera, mai più rimarginate. In seguito la sua notorietà divenne così grande, che egli stesso dovette accettarla: non gli era concesso cioè di rimanere prigioniero del passato, quando ormai il nome Giuseppe Verdi, come ogni bene universale, apparteneva al futuro. Stava avvicinandosi l'epoca dell'Aida, una delle sue massime realizzazioni. Lo spettacolo di Parma, allestito nei primi giorni di Aprile del '72, con la supervisione dell'autore, riuscì senza dubbio uno dei migliori. La città si mostrò grata a Verdi e lo coprì di onori. Fu…

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Lo Stemma di Parma

La prima notizia che abbiamo dello stemma del nostro Comune risale al 1329. Dal 𝐶ℎ𝑟𝑜𝑛𝑖𝑐𝑜𝑛 𝑃𝑎𝑟𝑚𝑒𝑛𝑠𝑒 possiamo trarre la sua descrizione « 𝘈𝘥 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘶𝘮 𝘷𝘦𝘳𝘮𝘪𝘭𝘪𝘶𝘮 𝘦𝘥 𝘢𝘥 𝘊𝘳𝘶𝘤𝘦𝘮 𝘢𝘭𝘣𝘢𝘮 𝘪𝘯 𝘪𝘱𝘴𝘰 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘰 ».Nello stesso anno è ricordato un corteo che sfila « 𝘤𝘶𝘮 𝘷𝘦𝘹𝘪𝘭𝘭𝘰 𝘯𝘰𝘷𝘰 𝘊𝘰𝘮𝘮𝘶𝘯𝘪𝘴 »: dobbiamo pensare sia quello sopra descritto.In che anno il campo rosso con crece argentea si muta in giallo con croce azzurra? Non sappiamo con esattezza, ma certo non dopo il 1447, quando una pergamena contenente i capitoli di alleanza tra Parma e Milano, datata 20 Aprile 1447, porta dipinti gli stemmo dei due Comuni. Quello di Parma è…

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Don Martino

Natale 1935. Don Martino era un armadio che, quando entrava nelle casette dei parrocchiani, doveva inchinarsi e magari sgusciare di traverso. Dal pulpito tuonava con una voce che la sentivano anche quelli che erano rimasti a pascolare le vacche, i fedeli non capivano cosa dicesse, tra un Sodoma e Gomorra e un Anatema, ma restavano intronati a pentirsi non si sa di che.Però gli volevano tutti bene perché era il più povero del paese, e con la scusa di fargli controllare il libretto colonico con i conti del padrone, riuscivano a regalargli qualche uovo o un salame (dico con la scusa, perché in fatto di…

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Profumo di Natale

Nel tempo di Avvento il profumo di Natale lo si avvertiva alla grande. Un profumo che proveniva dal muschio essiccato destinato a riprodurre i prati ed i boschi dei presepi. Nella cartoleria delle sorelle Bocchialini in via Nazario Sauro non era solo presepe.Ben esposte sul bancone ligneo facevano bella mostra le "letterine di Natale" scintillanti di lustrini e rese magiche da quel cordoncino rosa o azzurro che, una volta tirato, grazie ad un soffietto di carta colorata scopriva l'immagine della Natività, la capanna, un paesaggio innevato, i Magi guidati dalla cometa e i pastori. Erano letterine solitamente bianche, ma alcune avevano anche un colore giallognolo…

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Ginepro Natalizio

È una storia antica che profuma di umanità, di pane, di cose semplici ma care al cuore.Un tempo, in collina e in montagna, forse per quell'atavico rispetto dei nostri vecchi nei confronti dell'abete, l'albero sacro per eccellenza ai celti, simbolo della vita, che non si poteva sradicare o abbattere nemmeno per Natale, nelle patriarcali cucinone dalle pareti annerite dagli anni e dal fumo…spuntava il ginepro. Ed allora, in prossimità delle feste natalizie, il "rezdór" si recava nel bosco e lì, tra la neve, sbroccava un robusto ramo di ginepro (che trasportava a casa con la "broséla" trainata dalle mucche o, in caso di molta neve,…

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Generazione Telefonén

Quella mattina Andrea è al lavoro. Terminata una call e in attesa di un meeting fissato tra vari slot offertigli (mo pénsa ti cme 'gh' tòcca parlär in ufìssi), nota un gruppetto di colleghi concentrati sul solito maledetto telefono. Se la ridacchiavano davanti ad un video di Youtube."Saranno le solite coglionate moderne di youtuber che a me non fanno ridere…" pensava. Gli sembrava però di cogliere vagamente qualcosa di famigliare.Echeggiava un quasi impercettibile " A m' bàla 'n' òc' ". " A m' bàla 'n' òc' ? " continuava a chiedersi.D'un tratto si avvicina e davanti ai suoi occhi appare un video in bianco e…

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Biblioteca Palatina: un tesoro nella Pilotta

Se c'è un luogo a Parma che incarna la cultura e la storia della città, è il Complesso della Pilotta. Al suo interno si cela un tesoro inestimabile: la Biblioteca Palatina. Ma qual è la sua vera data di nascita? Per secoli, gli storici hanno ignorato l'esistenza del documento che ne fissa l'inizio. Grazie al fortunoso ritrovamento di un documento nel Fondo Moreau – scampato ai bombardamenti del 1944 – possiamo finalmente svelare la data ufficiale: la Biblioteca Palatina ha radici profonde nel 1761. Una relazione del 1860, a firma di Pezzana, riportava un passaggio cruciale. Il Duca Don Filippo di Borbone (a cui si…

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