Io Parlo Parmigiano

Come noi nessuno mai

"Settembre a Milano, aria fina, aria di Serie A. Non è un sogno, si torna alla Scala del calcio. Se giochi qui sei davvero in Serie A. Il sogno è realtà. E abbiamo già bisogno di punti, in A vogliamo restarci. Bello tutto comunque, anche l'Inter in maglia (quasi) crociata e noi in gialloblù. Via dunque, decisi e spensierati. Come si usa dire, qui non abbiamo nulla da perdere. L'Inter non segna, noi nemmeno. Andrebbe già bene così, un pari a San Siro non l'avresti firmato? Dalla D alla C, poi la B e ora la A. Dailà, va bene così. Per tutti tranne che…

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Gimondi alla Salvarani

La sera chiamo Romano al telefono scusandomi della mia veloce fuga. Temo che essa mi abbia precluso un rapporto che sentivo essere sempre più saldo.Mi rassicura. Dice di capirmi. E mi aspetta.La mattina la sua voce si fa subito incalzante."Ancora non so, quel pomeriggio di Giugno, che mentre sono testimone a Milano di uno degli eventi musicali più importanti della storia italiana, a millecinquecento chilometri di distanza, sul boulevard de l'Yser di Rouen, Felice Gimondi sta conquistando la Maglia Gialla del Tour de France.È una televisione a mostrarmi le immagini di Felice che, a braccia alzate, regola un gruppetto di fuggitivi comprendente anche il vecchio…

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Luigi Apolloni

Ero in comproprietà fra la Pistoiese e la Reggiana quando il Parma mi chiamò alla sua corte. Andai a Milano, al mercato, a firmare il contratto con Canuti. Esordii in campionato contro la Cremonese, giocammo male, perdemmo. Fu un campionato dignitoso. Sembrò cambiare la musica con l’arrivo di Zeman tanto è vero che battemmo in amichevole anche il Real Madrid. Ci illudemmo ma la realtà fu molto dura. A Tizzano in ritiro, lavorammo come matti, io avevo le vesciche ai piedi, non riuscivo a correre dal dolore. Colpa delle corse sull’asfalto. Bozzetti mi rimise in piedi curandomi anche una caviglia che aveva calcificazioni. Sogliano mi…

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Essere segreto come la grappa della Tita

"Essere segreto come la grappa della Tita", ci riporta ai tempi del primo Novecento, quando a destra di chi guarda la Chiesa di San Pietro si potevano contemplare i tre bacili lucenti che facevano da insegna alla bottega del barbiere Miljén Alessandrini. Oltre il negozio di Miljén si trovava il Caffè Dàla Tìta, che doveva la sua fama all'incredibile varietà di grappe di ogni tipo e provenienza, in cui la Tita si era specializzata. Di giorno il negozio aveva un aspetto non proprio invitante, vuoto com'era o con pochissimi clienti; cominciava a prender vita a tarda sera o in piena notte, quando diventava il ritrovo…

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Faustino Asprilla

Il mitico “Tino” in azione La tripletta al Torino; il gol in due tocchi alla Sampdoria su rinvio di Ballotta; le partite a carte nei bar della città; la punizione a San Siro, con frantumazione del record di imbattibilità del Milan; quarantadue capriole dopo un boato; il gol al Leverkuesen, la doppietta a Degerfors e quella all'Atletico: se mueve el Calderòn; a ballare fino al mattino, ma il giorno dopo in campo imprendibile; il gol di tacco alla Lazio; la rovesciata (alzandola da solo, tipo beach soccer) ancora coi biancoazzurri; le ragazze portate di nascosto in ritiro; la bomba all'incrocio nel ritorno con lo Sparta…

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