Quella mattina Andrea è al lavoro. Terminata una call e in attesa di un meeting fissato tra vari slot offertigli (mo pénsa ti cme ‘gh’ tòcca parlär in ufìssi), nota un gruppetto di colleghi concentrati sul solito maledetto telefono. Se la ridacchiavano davanti ad un video di Youtube.
“Saranno le solite coglionate moderne di youtuber che a me non fanno ridere…” pensava. Gli sembrava però di cogliere vagamente qualcosa di famigliare.
Echeggiava un quasi impercettibile ” A m’ bàla ‘n’ òc’ “. ” A m’ bàla ‘n’ òc’ ? ” continuava a chiedersi.
D’un tratto si avvicina e davanti ai suoi occhi appare un video in bianco e nero dove Igor e il Dottor Frankenstein sono al buio, in uno scantinato. Fin qui nulla di strano: quello è uno spezzone di Frankenstein Junior.
Ma cosa c’entra poi quel ” A m’ bàla ‘n’ òc’ ” ?
Rifanno partire il video.
” Còjj ädl’ Iren j’ an stachè la lùza…f**a…ch’ a t’ véna ‘n cólp! “
Chiude il tutto un logo mai visto ne sentito: IO PARLO PARMIGIANO.

Tratto da “Generazione Telefonén” di Andrea Benecchi e Alessandro Freschi (con le traduzioni dialettali di Enrico Maletti) (2025)